Dal “Corriere della Sera’ – Tajani e il turismo: marchio europeo per le eco vacanze

(Corriere della Sera, pagina 35 del 14 aprile 2010)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES – Paolo Berro è un giovane ingegnere di Castelfranco Veneto, che a 18 anni restò paralizzato dal collo in giù, per un incidente stradale. Azionando un computer con la voce, s’ è preso due lauree on-line al Politecnico di Torino, ha lavorato come consulente di due governi, è stato nominato cavaliere della Repubblica, ha dato coraggio a migliaia di giovani più fortunati di lui. E ha lanciato una delle sue battaglie paradossalmente più difficili: far sì che anche le persone come lui possano viaggiare, trovare un albergo accessibile, in una parola fare turismo. È anche di storie così, che si parlerà oggi e domani a Madrid, per il primo vertice dei ministri del turismo dell’ Unione Europea: ottenere che siano accessibili alberghi, musei, teatri, per milioni di turismi disabili, è appunto uno dei molti compiti che il Trattato di Lisbona ha appena assegnato alla Ue (articolo 195: «L’ Unione completa l’ azione degli Stati membri nel settore del turismo, in particolare promuovendo la competitività delle imprese dell’ Unione in tale settore»). Gli altri compiti, visti alla luce della crisi economica, si compendiano in un solo concetto: far sì il turismo diventi un volano contro la recessione. Le premesse ci sono: l’ Europa è la prima destinazione turistica al mondo, calamita il 42% degli arrivi internazionali; attirerà 717 milioni di arrivi fra il 2007 e il 2020, secondo i dati della Commissione Europea. Traduzione in moneta sonante? Per 1,8 milioni di imprese, e 9 milioni di addetti, un fatturato pari al 10% del prodotto interno lordo nei 27 Paesi. «E su queste basi, stiamo pianificando le azioni future – spiega Antonio Tajani, commissario Ue all’ industria e primo commissario ad avere competenze dirette sul turismo, anch’ egli in partenza per Madrid -. Primo: aprire sempre più la Ue ai turisti di altri continenti, alla Cina, all’ India, alla Russia (un nostro direttore generale è appena tornato da Pechino). Secondo, valorizzare il turismo interno, soprattutto nella bassa stagione, anche attraverso le campagne di comunicazione: la butto lì, perché un signore olandese con i reumatismi non può farsi le vacanze al sole d’ ottobre in Sicilia, o un siciliano cardiopatico non può passare in Olanda i giorni più caldi d’ estate? Terzo: sostenere sempre più il turismo religioso, da Santiago di Compostela a Loreto. Quarto, valorizzare grandi eventi-calamita come l’ Expo 2015, o le Olimpiadi di Londra». In generale, si pensa alla creazione di un «marchio europeo del turismo sostenibile», che fissi criteri validi per tutti i Paesi. «Ma soprattutto – dice ancora Tajani – non vogliamo perdere nessun treno: il manager giapponese che progetta di venire a Milano per l’ Expo dovrà sapere prima che Milano merita anche una visita turistica, e avere la tentazione di portare con sé anche la famiglia…» Luigi Offeddu